Gabriele Lamera
Sicurezza stradale in ambito urbano
Regolamentate dall'art.135 comma 14 del Regolamento di Attuazione,
con la quale si indicano aree sulla cui rete stradale, è imposto un limite di
velocità di 30 km/h. Tale intervento è di particolare interesse urbanistico,
poichè la loro pianificazione influisce sui comportamenti
di guida e consente la convivenza tra i diversi utenti della strada
(pedoni, ciclisti, anziani, bambini), permettendo una maggiore fruibilità
dello spazio pubblico da parte degli utenti deboli e una maggiore
sicurezza stradale nell'intera area. Purtroppo il nostro Codice della Strada non presta particolare
attenzione a tale norma, indicando solo quali sono i cartelli
che delimitano tali aree; nel nord Europa invece a tale norma
viene data particolare attenzione in quanto attraverso questo
provvedimento è possibile realizzare all'interno della città,
aree nella quale la sicurezza degli utenti deboli trova forte
considerazione e soprattutto nella quale le funzioni della residenza,
dell'attività commerciale e della vita sociale, vengono privilegiate
rispetto alla circolazione dei veicoli. Nelle soluzioni approntate in nord Europa, generalmente oltre alla presenza
dei segnali stradali che indicano l'inizio e la fine delle zone 30,
in tali aree vengono realizzati interventi strutturali sulla sede stradale,
tali da non consentire velocità superiori ai 30 km/h. Inoltre il Codice della Strada francese prevede una serie di articoli
che regolamentano tali aree; in particolare l'art. R25 regolamenta le
precedenze agli incroci stabilendo l'obbligo della precedenza a destra
mentre gli articoli R219 e R220 regolamentano gli attraversamenti pedonali
all'interno delle zone 30; l'art R219 prevede che i pedoni devono
attraversare la strada qualora siano sicuri che ciò non costituisca
un immediato pericolo, mentre l'art. R220 ribadisce che gli automobilisti
devono cedere il passaggio ai pedoni impegnati in fasi di attraversamento
anche se ciò non avviene sulle regolamentari strice pedonali. Con questi due articoli, pedoni e ciclisti vengono tutelati giuridicamente
in quanto possono attraversare le strade delle zone 30, facilmente
in qualsiasi punto senza ricorrere necessariamente alle strisce pedonali,
che però possono essere presenti in settori a traffico intenso o ad alta
frequenza di attraversamento pedonale, quali scuole o edifici pubblici. Queata serie di articoli si spiega col fatto che all'interno di una Zona 30,
pedoni e ciclisti devono avere la massima libertà di movimento senza essere
costretti ad allungare i percorsi per la presenza di strisce pedonali per
l'attraversamento.
Di tutto ciò il Codice della Strada italiano presenta grosse lacune poichè
l'Art. 135 c. 14 si limita ad indicare i seganali stradali che distinguono
le zone 30, lasciando assolutamente vaghe le modalità di comportamento
all'inetrno di esse.
La realizzazione di una zona 30 comporta un'attento esame del
contesto urbano nella quale questa si inserisce e in generale
il suo perimetro è definito da strade con limite di velocità di 50 km/h. L'ampiezza del perimetro viene stabilito sulla base di un percorso massimo
accettabile per gli utenti che sulla base delle esperienze tedesche,
viene definito in un percorso continuo di 2 km; limite in cui è
possibile mantenere comportamenti di guida adeguati e non pericolosi,
quali accellerazioni violente. Vi sono casi in cui la zona 30 presenta caratteristiche diverse
dallo schema appena presentato, con particolari problematiche;
ad esempio una zona 30 non può essere realizzata su di una strada
la cui velocità di percorrenza è di 70 km/h; in tal caso è opportuno
inserire tra i due rami di ingresso e di uscita, una zona nella quale
la velocità è limitata a 50 km/h, come nello schema a lato. Nel caso in cui l'asse viario principale a velocità 70 km/h sia tangente
alla zona 30, in tale situazione si evidenziano problemi di connessione
tra la zona 30 e l'asse viario principale con diverse tipologie
d'intervento. 1° caso: Presenza di un incrocio in corrispondenza dell'accesso alla zona 30,
sufficentemente segnalato e tale da determinare un cambiamento di
comportamento nella guida. 2° caso: Presenza di un incrocio corrispondente l'ingresso alla zona 30;
a differenza del caso precedente, vengono interposti due tratti con
limite 50 km/h, sull'asse principale a 70 km/h.
3° caso: Presenza di un raccordo stradale con limite a 50 km/h che
collega l'asse principale pricipale con la zona 30; non occorre realizzare
alcun tipo di intervento. La zona 30 in linea di massimma non modifica l'accessibilità dell'area,
bisogna però considerare che gli interventi strutturali quali
restringimenti di carreggiata, incroci rialzati a livello marciapiede
(piattaforme), disassamenti orizzontali della sede stradale (chicanes),
non devono pregiudicare le normali attività quotidiane, e soprattutto
non devono impedire il transito dei trasporti pubblici, dei mezzi di
soccorso e dei servizi di nettezza urbana. Ostia che cammina si batterà con tutte le sue forze per realizzare
un lungomare (levante) ad una sola carreggiata (quella esterna) per due sensi di marcia.
L'altra carreggiata dovrà essere adibita a passeggio e giardini con panchine.
Ovviamente la carreggiata sarà sottoposta a zona 30.
Altra zona 30 che vogliamo imporre è quella nella parte
commerciale del quartiere. Via delle Baleniere e zone limitrofe.
20/2/2011