Diciamoci la verità, questa rivoluzione stradale nel quadrilatero dello shopping, intorno a via delle Baleniere, non è piaciuta granché né ai cittadini, né ai commercianti. Anzi, dalle notizie che ci giungono sembra che costoro si stiano attrezzando per manifestare il loro forte dissenso a tale opera stradale e per chiedere il ripristino di parcheggi meno invasivi.
Detto ciò, crediamo, come associazione "Ostia che cammina", che un ripensamento da parte della nostra amministrazione di salvare il salvabile sia ancora possibile.
Pertanto, alla discussione che si è incentrata in questi giorni sulla vicenda della nuova viabilità, nel cosiddetto quadrilatero dello shopping, vogliamo anche noi dare il nostro contributo di idee e quindi ci permettiamo di suggerire all'assessore Olive, sempre attento alle segnalazioni dei cittadini, che per giungere ad una soluzione del problema sia quella di rivedere nuovamente il progetto di viabilità in quell'area, prevedendo, quantomeno, di delimitare l'accesso alla nuova zona con una adeguata segnaletica sulla quale campeggi la scritta "ZONA 30".
Certo, parliamo di istituire ZONE 30 (max 30 kmh) per abbassare drasticamente la velocità in quelle strade, così come avviene oramai da anni nelle più importanti nazioni europee (in Germania fin dal 1980, in Francia, in Svizzera, in Belgio ed in Austria). Sarà, quindi, praticamente impossibile per l'automobilista o per il motociclista non rendersi conto che in quella porzione di quartiere dovranno - sempre - cedere il passo al pedone e alle bici. Questa si che sarebbe una vera rivoluzione, anche perché la ZONA 30 permette la condivisione della strada a vetture e biciclette.
Si pensi che in Germania, dove dal 70 fino a quasi il 90% della popolazione tedesca vive in ZONE 30, sono stati osservati benefici effetti sia sull'ambiente che sul traffico, ed è stata sconfitta, con i fatti, l'opinione comune che diminuendo la velocità si danneggia la mobilità, perché aumentando la velocità, necessariamente aumenta anche la distanza tra i veicoli e, di conseguenza, le esigenze di spazio.
La velocità "ottimale" sulla maggior parte delle strade urbane si situa fra i 20km/h e i 40 km/h. In Germania, da un'analisi dei tempi di spostamento accertati prima e dopo l'introduzione delle zone 30, tale velocità è stata di poco superiore (un 3%). Le statistiche indicano che nelle ZONE 30 il numero di incidenti si riducono del 40%, il numero dei feriti del 70% e le lesioni fisiche sono meno gravi. Con l'istituzione di una ZONA 30 si riduce la fase di accelerazione, con conseguente diminuzione del consumo di carburante e di emissioni inquinanti (monossido di carbonio, ossido di azoto, polveri sottili). Anche la rumorosità del traffico si riduce di circa 5 dB, diminuisce l'inquinamento ed alla gente torna la voglia di passeggiare, i quartieri rinascono, rifioriscono le attività commerciali locali e via elencando.
Insomma, egregio assessore Olive, esimio Presidente Vizzani, proviamo a metterci intorno ad un tavolo, con tutte le componenti politiche, tecniche, associative e culturali presenti sul territorio, per formulare una nuova progettazione partecipata della mobilità ad Ostia. E perché non partire, appunto, dalle ZONE 30 che, come detto, prevedono interventi che favoriscano la mobilità di pedoni e ciclisti, riducono lo spazio di circolazione delle auto a favore dell'aumento dello spazio riservato alle piste ciclabili, ai percorsi pedonali ed alle isole pedonali.
Per quanto riguarda le piste ciclabili, c'è da sottolineare come una normativa europea preveda la realizzazione di piste ciclabili laddove c'è un ripristino di marciapiedi. Proprio il contrario di quanto sta accadendo nel nostro quartiere.