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Cinquant'anni fa le strisce pedonali.


Nel 1959 venivano introdotte in Italia le strisce pedonali: fino ad allora, i pedoni assoluti padroni della strada perdevano la loro supremazia che da quel momento passava agli automobilisti. Da quel momento le strade e le città tutte cominciarono a diventare a misura di automobile e non più a misura d'uomo come dovrebbe essere. L'automobile, arma non riconosciuta, concessa all'uso indiscriminato di chiunque, cominciava a tessere vittime; sia di pedoni che di automobilisti stessi, creando danni economici alla società di estrema rilevanza.

strisce scolorite 7000 morti sulle strade l'anno, con un costo sociale di 30/35 milioni l'anno.

Più di un tsunami, più di una guerra, come se un intero paese scomparisse con tutti i suoi abitanti. Non solo, ma come una droga agisce nella mente degli automobilisti, creando convinzioni di onnipotenza; alla guida della propria auto ognuno si ritiene in diritto di poter compiere qualsiasi azione, anche la più teppistica; basta che l'automobilista che precede rallenti per rispettare il limite di velocità o ancor più per cercare parcheggio o per introdursi all'interno di un cancello che scattano immediatamente ingiurie ed accese proteste.

strisce scolorite

Ma l'attenzione a cui vogliamo richiamare è quella della sicurezza stradale in funzione delle strisce pedonali. Oltre il 25% delle vittime della strada, vengono falciate regolarmente sulle strisce pedonali. Il limite dei 50 Km/h in città è ancora un utopia, mentre nei paesi del nord Europa già si va a 30 Km/h per condividere la strada tra auto e bici, risparmiando, specie nei centri cittadini, le piste ciclabili.

Un pedone colpito alla velocità di 50 Km/h, sulle strisce ha 3 possibilità su dieci di salvarsi la vita, a 30 Km/h le possibilità arrivano a 9. Nei paesi del nord Europa si ha un forte senso di rispetto per la sicurezza, la quale si manifesta verso un vero e proprio codice di intendere le strisce pedonali o comunque gli attraversamenti riservati ai pedoni. A parte la cultura del rispetto dei pedoni, che in Italia è praticamente assente, si opera affinché in prossimità degli attraversamenti pedonali si obblighi, attraverso espedienti "stradali", ad abbassare la velocità delle automobili. Dossi, attraversamenti rialzati, isole salva pedoni, sono divenute realtà imprescindibili nella moderna concezione delle strade urbane.

Nel nostro municipio, dove c'è il più alto tasso di incidenti gravi della città di Roma, già in testa alla triste classifica delle città più pericolose per i pedoni, addirittura si notano le misere strisce pedonali che si lasciano soltanto intravedere agli occhi dei passanti perché ormai sbiadite dal tempo. Impossibile per gli automobilisti riconoscere gli attraversamenti zebrati. Laddove si riesce a riverniciarne qualcuna, si usano vernici talmente scadenti che dopo due o tre mesi le stesse cominciano a scomparire. I cittadini, dopo aver cercato di richiamare l'attenzione dei propri amministratori, stanchi del basso risultato, hanno cominciato a fare azioni di protesta di tipo "Greenpeace".

strisce fatte da cittadini per protesta

Ad Ostia Antica hanno steso lenzuoli sulla strada mentre sotto il municipio sono comparse strisce pedonali "fai da te". Il cittadino comune ritiene, in genere, che sull'incidentalità stradale non ci sia nulla da fare, e di conseguenza, la strada sia una sorta di scenario immutabile.

No!, non è così. Noi, come molte altre associazioni come la nostra, presenti nel territorio nazionale, siamo convinti che un'altra situazione sia possibile e sono in prima linea nell'affrontare i temi della sicurezza stradale, soprattutto perché ritengono che non sia ammissibile che un fenomeno che ha interessato in termini d'incidentalità molte persone, e che, in realtà induce conseguenze molto pesanti sia argomento al quale si presti poca attenzione.

Ci viene da pensare che il diritto della gente a non morire per le strade dovrebbe essere sancito dalle carte costituzionali nazionali, quale valore fondamentale, invece su questo tema si riscontrano molto spesso, anche a carattere locale, approcci dettati da troppa superficialità e disattenzione.

E' inaccettabile che l'Italia sia ancora cosi poca attenta a questi temi; è necessario un maggior impegno politico sulla sicurezza stradale. Ricordiamo che il codice della strada attualmente in vigore prevede che il pedone, in presenza di strisce pedonali, ha l'assoluta precedenza su tutti gli altri veicoli che attraversano quel tratto di strada. La precedenza non è solo di quel pedone che già si trova sulle strisce ad attraversare, ma anche del pedone che mostra segni inequivocabili di inizio di attraversamento, per cui ogni automobilista o motociclista che si appresta ad avvicinarsi alle strisce ha l'obbligo di rallentare, anche se non è visibile nessuno sull'attraversamento.

Ricordiamo che il pedone ha il diritto di attraversare anche dove non ci sono le strisce, se queste mancano nel tratto di strada relativo, in questo caso con maggior attenzione, magari dando la precedenza ai veicoli che sopraggiungono ad elevata velocità, ma nel caso ci siano delle strisce cento metri prima o dopo dell'attraversamento, il pedone ha ancora in questo caso il diritto di precedenza.

La responsabilità legale della mancanza di strisce o della loro scarsa visibilità è dell'ente gestore della strada; nel caso di strade urbane è del comune.

La comunità europea ha più volte richiamato l'Italia a diminuire del 40% il numero di morti feriti e permanenti sulle strade, creando i presupposti necessari, avviando campagne di sensibilizzazione e soprattutto intervenire con accorgimenti necessari, sopra ricordati e aumentando i controlli delle forze dell'ordine.

Ricordiamo, per dovere di cronaca, che il ciclista ha gli stessi diritti dei pedoni e può e deve attraversare le strade sulle strisce pedonali con la precedenza dovuta, a meno di piste ciclabili presenti nei tratti percorsi.

23/6/2009
Ostia che cammina