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Il Lungomuro di Ostia


La spiaggia della capitale e' il laboratorio degli imprenditori italiani che investono sulle spiagge. Da anni quello che sarebbe dovuto essere il lungomare della capitale e quindi salotto di accoglienza per cittadini romani e turisti e' diventato il confine fra cosa pubblica e privata.
Le spiagge del litorale romano, per oltre il 70%, nonostante siano del demanio quindi bene comune, (di proprieta' di tutti) sono lasciate in concessione ai balneari con rilevanza economica per i comuni stessi pressoche' ridicola. Per un balneare bastera' affittare una cabina con ombrellone e due sdraio per l'intera stagione per rientrare del canone dell'intero anno. Non solo,quest'anno gli imprenditori delle nostre spiagge hanno preteso che le loro concessioni diventino "Diritto di superfice", ovvero che diventino i veri possessori delle spiagge alla faccia dei veri proprietari che sono i cittadini romani. E dopo? Magari rivendicare anche l'usucapione?..... La comunita' europea gia' ci ha condannato per mancanza di concorrenza nella gestione delle spiagge attrezzate e la Corte dei Conti si e' chiaramente fatta sentire in proposito. Invece di attenersi a quanto disposto dalle due citate il nostro governo ha regalato per altri novanta anni, le spiagge ai balneari. Solo l'intervento del Capo dello Stato ha ridotto a venti anni il rinnovo delle concessioni. Intanto chi vuole farsi il bagno nel suo mare e prendere il sole sulla sua spiaggia deve pagare un biglietto di entrata di almeno tre euro. Un po' come se per farsi la doccia in casa propria dovremmo usare il bancomat.
Video di Rai3 su Spiaggia Bene Comune
Fortunatamente associazioni e movimenti politici hanno incominciato a denunciare questo illecito ed iniziato una battaglia forte per riappropriarsi del loro bene comune; in particolare l'associazione "Spiaggia bene comune".
Ostia che cammina sara' al loro fianco denunciando con forza le speculazioni consumate ai danni del nostro mare.
23/6/2011