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Nel rogo di una baracca in pineta muoiono mamma e figlioletto di tre anni

 

 

Nel rogo di una baracca in pineta muoiono mamma e figlioletto di tre anni.

 

Rimanere in silenzio nel pieno rispetto del dolore che attanaglia la famiglia è sicuramente il minimo che il quartiere possa fare. Stringersi idealmente nel conforto di un uomo che voleva festeggiare le feste con la propria famiglia e festeggiare quel lavoro trovato come operaio nei cantieri di Ostia è l’obbligo che la nostra associazione ha sentito di dare.

Madre e figlio morti in quell’ultimo disperato abbraccio, avvolti dalle fiamme scoppiate per riscaldare quell’ambiente, quella baracca fatta di cartone, che nella  più grande pineta di Roma, alcuni disperati ancora chiamano casa. “Ostia che cammina”, insieme ad altre associazioni del XIII Municipio, è da sempre impegnata nella denuncia del degrado e nella richiesta di sgombero delle baracche abusive dell’area verde. Siamo stati impegnati  più volte nel chiedere la chiusura, persino definitiva, di quelle porzioni di aree più soggette al degrado. Di fronte questa ennesima tragedia, non riusciamo a tacere, l’impotenza dei vigili a raggiungere in tempo la zona dell’incendio, perché impossibilitati dalla fitta vegetazione, è inaccettabile. Politicamente è la sconfitta di tutti gli amministratori che si sono succeduti negli ultimi quattro anni, di ogni colore politico, che non sono riusciti a dare una nota di dignità a queste persone fingendo di non vedere e non sapere, evitando di trovare loro una sistemazione degna di questo nome. Ma come sono bravi però a trovare accordi che riguardano le cementificazioni del litorale, riaprire le isole pedonali al traffico automobilistico, concedere aree edificabili senza pretendere che vengano fatti i servizi.

Questo egoismo esasperante deve finire. Non si può esclusivamente pensare solo all’esigenze di chi sta bene; prima si pensi a risolvere quelle di chi sta peggio; la si finisca con gli spot visto che la campagna elettorale è finita e si dia inizio a quegli interventi necessari per riportare la città e i quartieri tutti ad una vivibilità distante da quella dei paesi che noi chiamiamo terzo mondo.

26/12/2008