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L'anello ciclabile di Ostia
Un percorso unico al mondo. Questo pensava Claudio Zolesi quando immaginava il suo anello ciclabile di Ostia e ne presentava il progetto. Una pista ciclabile.

Pontile, lungomare Amerigo Vespucci, pineta di Castel Fusano e via fino ad Ostia Antica per tornare al Porto lungo il fiume Tevere. Un percorso suggestivo. Un orgoglio per la città. Un turismo maggiore sia interno sia esterno per dare spago alle ambizioni turistiche del nostro Municipio.

Ostia che cammina si sente in dovere di riaffermare e caldeggiare presso la pubblica amministrazione la ripresa di questa idea, segno di maturità urbana nella direzione di una mobilità veramente alternativa. Di fronte attualmente abbiamo una città sempre alla rincorsa di provvedimenti d'urgenza: targhe alterne, scelte impopolari come la chiusura di isole pedonali festive, dove tutto è ancora sacrificato sull'ara del Dio automobile.

Era il Gennaio del 2004, quando la nostra associazione supportata dagli amici dell' AS Pro Sport chiesero di prolungare la pista attraverso tutto il lungomare sfruttando i fondi "avanzati" dal progetto di riqualificazione di Ostia Ponente. L'appalto per i lavori di ristrutturazione del lungomare furono realizzati con un risparmio di quasi un milione di euro, reso possibile da un ribasso del 42% rispetto allo stanziamento previsto. Ora più che mai abbiamo bisogno di valorizzare il nostro territorio ricco di storia e di zone verdi: purtroppo spesso lasciato abbandonato e talvolta utilizzato come vera e propria discarica.

Questo anello ciclabile riportato nella cartina potrebbe essere facilmente realizzato in breve tempo ed essere l'inizio di un più dettagliato progetto per dotare Ostia, nel giro di tre/quattro anni, di una rete ciclabile volta al miglioramento della qualità della vita, a determinare una diminuzione del traffico veicolare con diminuzione di emissione dannose e apprezzamento da parte dei possibili turisti che avranno un importante motivo in più per godere del nostro territorio.
L'esperienze delle città del nord ci dimostra quanto ciò non è solo possibile ma doveroso nei confronti di uno sviluppo urbanistico moderno, snello e a misura d'uomo.
Ostia che cammina ricorda: la soluzione del problema del traffico non è aumentare i parcheggi e ridurre i marciapiedi. I primi incoraggiano gli automobilisti ad utilizzare le proprie autovetture, i secondi danneggiano i disabili, mamme con carrozzine, carrelli per la spesa e quant'altro. Per realizzare subito questo anello da dedicare al nostro presidente recentemente scomparso, potrebbero essere utilizzate strutture già esistenti come i larghi marciapiedi del lungomare di levante che potrebbero essere ridotti per la realizzazione della pista. Utilizzare per i raccordi stradali l'uso delle corsie ciclabili: queste prevedono solo l'evidenziamento con vernice rossa rispetto alla sede viaria, separandola con cordoli per ridurre il pericolo di invasione di corsia da parte degli automobilisti.

Vie ciclopedonali ovvero strade dove non è consentito l'accesso ai veicoli motorizzati segnalando opportunamente, ma facilmente, le due aree riservate a bici e pedoni; come avviene nei centri storici nelle isole pedonali o nelle aree verdi.

La nostra associazione è cosciente della cronica mancanza di fondi ma è anche convinta che questi progetti, a media e lunga scadenza, avranno un impatto d'immagine per Ostia e la sua governance profondamente positiva e grosso riconoscimento da parte dei cittadini.

Roma 17/11/2008