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La piazzola di cemento grigio (parcheggio sotterraneo) di viale Desiderato Pietri - via Poggio di Venaco - via Oletta, che secondo il volantino che giro' prima che fosse costruito (una decina di anni fa credo) sarebbe dovuto essere a impatto ambientale "zero" cioe' praticamente "INVISIBILE"; l'aspetto esteriore sarebbe dovuto rimanere completamente inalterato, cioe' un prato fiorito (cosa che invece e' stata possibile per i parcheggi di Piazza A. Alessio e P.za Francesco Conteduca).
Invece ci troviamo una orribile piazzola di cemento grigio, che nella foto si nota di meno, perche' essendo una immagine estiva si vede la vegetazione brulla, bruciata dall'arsura, e non il meraviglioso tappeto erboso invernale o i fiori di primavera.


Giornale di Ostia 8 Ottobre 2008


"OSTIA CHE CAMMINA": LA LUNGA STORIA DEL PARCO RODARI
(L'associazione ripercorre la vicenda della nascita del punto verde qualita' di via Desiderato Pietri dalla sua istituzione passando per problemi burocratici, le assegnazioni a varie societa' e le manifestazioni dei cittadini contro le previste colate di cemento)

"In Via Desiderato Pietri ad Ostia, c'e' un giardinetto che porta il nome di "Parco Rodari" ed e' sinora l'UNICA PARTE PUBBLICA ATTIVA di un punto verde qualita' che un privato ha il compito di attrezzare e manutenere in cambio della concessione di una grande struttura come l'ex mercato San Fiorenzo e di tutta un area circostante dove vengono svolte attivita' commerciali". A parlare e' l'associazione 'Ostia che cammina', che ripercorre tutte le tappe del pvq dalla sua istituzione fino agli ultimi sviluppi. "Questo punto verde qualita'  rientra nelle 75 aree verdi inizialmente individuate dal Comune di Roma che con la delibera 169 del 95 prendendo atto di non avere le risorse per attrezzare e mantenere il verde pubblico, stabiliva le norme per le concessioni e convenzioni con i privati che a fronte della cura delle aree e MANTENENDONE L'USO PUBBLICO, avevano la possibilita' di realizzarvi alcune attivita' sportive e commerciali come la ristorazione. Furono inserite nell'elenco delle 75 aree, anche il parco X Giugno, il parco di Via Pietro Rosa, il Parco dello Stagno ed appunto l'area compresa tra via Capitan Casella, via Desiderato Pietri e viale della Vittoria, scartate poi le prime due la possibilita' di cementificare era davvero ridotta.
Il punto verde qualita' di via Oletta fu assegnato alla societa' "Le Dune" con l'approvazione nel 1999 del progetto definitivo da parte della giunta comunale. Ma - proseguono da Ostia che cammina - la lunga serie di stranezze, ritardi, inadempienze ed irregolarita' era gia' iniziata; nelle vicinanze era previsto un parcheggio seminterrato realizzato dalla societa' "Oletta96" che nell'area sovrastante doveva realizzare un GIARDINO PUBBLICO, così come accaduto in Piazza Alessio, ma il proprietario preferi' evitare tale spesa e s'impegnò con atto notarile a "donare" l'area sovrastante ai parcheggi, al Comune di Roma, che l'aggiunse al pvq di via Oletta. Nel 1999 poi un altro allargamento del pvq, quando l'allora circoscrizione delibero' di concedere la struttura all'ex mercato San Fiorenzo alla societa' concessionaria a condizione che un locale di 100 mq all'interno dell'edificio, rimanesse a disposizione della stessa circoscrizione, tale locale e' invece utilizzato per attivita' commerciali private ed anche su questo Municipio ed Assessorato non hanno MAI risposto in modo chiaro!


Nel 2004 - proseguono ancora - una forte protesta dei residenti con occupazione dell'area, blocco' l'inizio dei lavori. Una battaglia vinta dai cittadini, che costrinse l'assessorato a rivedere il progetto, delocalizzare le strutture previste nell'area verde delimitata da via Oletta e via Capitan Casella, con la realizzazione di alcune palestre nel terreno adiacente al parcheggio di Via Desiderato Pietri e di una Club House e altre strutture nei pressi dell'ex mercato San Fiorenzo. Nel frattempo, la societa' proprietaria del parcheggio interrato, realizzato in Via Poggio di Venaco rivendica l'area sovrastante che si impegna a "donare" al Comune , vi appone vari cartelli con la dicitura "Proprieta' privata" e questo blocca ulteriormente l'inizio dei lavori perche' quell'area e' indispensabile per i parcheggi a servizio delle palestre e come compensazione per i residenti. Nel luglio 2005, una memoria di giunta chiude la vicenda con alcune proposte di variazione e sorprendentemente prevede la concessione alla societa' "Oletta 96" di un area alternativa nel municipio XII in cambio della cessione immediata dell'area sovrastante il parcheggio interrato e la ulteriore concessione alla societa' "La Duna" di un manufatto nel municipio X, in sostanza nuove proprieta'  comunali cedute non dato da capire a quale titolo. Ma a distanza di 3 anni, nonostante solleciti e promesse, buona parte dell'area interessata dal pvq rimane nel degrado, per questo - chiedono dall'associazione - oltre a chiedere i chiarimenti all'assessore all'ambiente del Comune, perche' verifichi la leggittimita' delle ulteriori concessioni alle societa' "La Duna" e "Oletta 96" le responsabilita' di questi ritardi che per i residenti hanno rappresentato degrado e RINUNCIA AD AREE PUBBLICHE, il ruolo svolto dalla commissione di vigilanza, se le dimensioni totali dei manufatti rientrano nei limiti previsti ed infine le responsabilita' per la mancata acquisizione del locale presso l'ex mercato San Fiorenzo, ha chiesto l'intervento del Presidente Vizzani. Per quanto riguarda invece la mancata applicazione della delibera di concessione dell'ex mercato San Fiorenzo - concludono - l'associazione ha chiesto l'intervento della commissione di Controllo e Garanzia del Municipio che se ne occupera' in una delle prossime sedute ed auspica davvero che finalmente si giunga all'accertamento delle verita' ed all'individuazione delle responsabilita'.