La mappa delle 14 fontanelle di Ostia non in regola, chiamati 'NASONI SPRECONI'
perchè non dotati del dispositivo di apertura-chiusura del flusso idrico.

Ecco le tappe percorse in bici da 'Ostia che cammina':
Queste fontane, tipiche di Roma, furono installate per la prima volta nel 1874,
per iniziativa dell’allora assessore Rinazzi
(ma fu il sindaco Luigi Pianciani a introdurli nella capitale per la prima volta nel 1872
ed erano dotate di tre bocchette a forma di testa di drago.
In seguito però, i “nasoni”,
di nuova installazione vennero realizzati con un semplice cannello liscio; per il resto,
ancora oggi il modello è sempre lo stesso, caratterizzato dal tipico foro superiore per
bere; infatti il termine "nasone" deriva dalla forma della bocchetta dalla quale esce
l’acqua.
Nel corso degli anni si sono diffusi fino a diventare più di 2.000 sparsi per
la capitale: “belli, unici e irrinunciabili” e siamo d'accordissimo, ma passeggiare per
strada e vedere dai Nasoni, le tipiche fontanelle di Roma, sgorgare acqua
continuamente infastidisce e ogni volta che ne incontriamo uno ci chiediamo:
“Queste fontane sono sempre in funzione mentre io a casa mi impegno a chiudere
il rubinetto quando mi lavo i denti o a fare la lavatrice solo quando sono sicuro
di riempirla tutta…” nel 2007 per mesi l’Acea ha “bombardato” la Capitale con uno
SPOT o due VIDEO ACEA ben fatti che
richiamavano l’attenzione sullo spreco dell’acqua, un bene, si lasciava
intendere, da considerare quanto una collana di diamanti. Se pensiamo poi
che l'Unicef denuncia la mancanza di acqua potabile che uccide oltre
1,5 milioni di bimbi all’anno, mettendo a confronto i 300 litri di acqua
giornalieri consumati in media da un europeo contro i 3 di un africano delle zone aride del Subsahara.
L'Acea su questo problema in passato ha risposto così:
“Il flusso idrico continuo garantito dalle fontanelle produce enormi vantaggi dal punto di vista igienico: evita infatti la stagnazione dell’acqua nelle condotte durante la notte, quando la richiesta dalle abitazioni si riduce notevolmente e consente di mantenere una costante fluidità nelle condotte fognarie, impedendo (soprattutto nella stagione estiva) il formarsi di cattivi odori"risposta che ha indispettito i cittadini che hanno chiesto già in passato al Comune e all’Acea di dotare i “nasoni” di dispositivi di regolazione del flusso idrico; un immobilismo da parte dell’Acea, forse radicato nel fatto che rimpiazzare 2000 nasoni con altrettanti regolatori è una spesa che non rientra nei programmi della società.
20/5/2010