Ostia che cammina
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Seconda stella a destra, questa è il cammino e poi dritto fino al mattino, poi la strada la trovi da te; porta all'isola, all'isola che non c'è.


Se non fosse soltanto una canzone dedicata a Peter Pan, verrebbe da pensare che Edoardo Bennato fosse un profondo conoscitore di Ostia. Era il 2005 quando fu presentato un progetto per creare un'isola pedonale ad Ostia, che avrebbe finalmente restituito ai cittadini del XIII° la possibilità di vivere a pieno la propria città. Un salotto buono che farebbe sicuramente comodo a Roma intera e che ridoni a questo municipio una dimensione più vivibile moderna ed europea.

Ostia è ormai un quartiere dormitorio, dimenticata dal Campidoglio ricordata soltanto nei mesi estivi quando viene presa d'assaltato dai concittadini dell'entroterra.

Da quel giorno molta acqua è passata sotto i ponti e molte interrogazioni abbiamo fatto e molti articoli abbiamo scritto in merito, ma ancora oggi quello che dovrebbe essere un agorà è ancora uno squallido parcheggio a cielo aperto.

Le piazze delle città, vale la pena ricordarlo, sono state progettate da sempre per uno spirito di socializzazione.

Da anni nella piazza e nelle vie adiacenti era prevista la famosa isola pedonale, sancita anche nel Piano Generale del traffico presentato in pompa magna nel 2000, con la benedizione della stragrande maggioranza dei commercianti, che lungimiranti, avevano potuto intravedere nel progetto anche un loro incremento di introiti.

Il problema dei parcheggi è stato superato attraverso un progetto che prevede una sistemazione adeguata di Via del Lido e Via Armuzzi, le quali potranno restituire circa 400 posti auto.

Siamo certi che nemmeno l'estate del 2008 potrà tenere a Battesimo questo evento da tutti atteso richiesto e voluto, in primis dalla nostra associazione.

Noi resteremo vigili e saremo comunque in prima linea, pronti ad organizzarci come sempre per scendere in piazza con i cittadini e mettere il fiato sul collo ai nostri politici rammentandogli le loro responsabilità, come noi ci ricorderemo delle nostre quando andremo a rinnovare le cariche elettive.