Cafiero
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Tragedia nella Favelas di Castelfusano! Due morti in una notte di inverno, due vite riarse dal fuoco nel tentativo di scaldarsi dal freddo che attanaglia la loro baracca immersa nel buio e nel silenzio della Pineta di Castelfusano. Due vite, madre e figlio, provenienti dalla Romania per trascorrere le festivita' natalizie con il capofamiglia, che si guadagna da vivere facendo lavoretti saltuari pur di sopravvivere. Una festa che il capofamiglia purtroppo ricordera' finche' vivra'. Ce lo ricorderemo anche noi questo dramma, perche' una tragedia di questa portata ti marchia l'anima, ti fa venire brutti pensieri sul futuro della nostra civilta', sul futuro di Roma "caput mundi". Una citta', o meglio, un quartiere il nostro dove, ancora oggi, si puo' "semplicemente" morire bruciati vivi dentro una baracca fatiscente, tra le tantissime altre, nate come funghi, messe su dove capita da migliaia di disperati, una sorta di favelas. A Roma, infatti, ci si puo' costruire la propria "dimora di cartone" in ogni dove, a quattro passi dal Vaticano, o nei pressi degli scavi romani che raccontano la storia del mondo, oppure sul lungotevere. I piu' disgraziati la baracca se la costruiscono all'interno della Pineta di Castelfusano, un mix tra le bidonville di Soweto e le favelas di Rio, dove, per scaldarsi o semplicemente per cucinare, disboscano alberi ed arbusti a cui si da fuoco senza preoccuparsi se poi qualcuno ci rimettera' le penne, senza preoccuparsi che quella Pineta potrebbe diventare, da un momento all'altro, un deserto di tizzoni ardenti, cosi' come e' accaduto nel recente passato. Insomma la disperazione non guarda in faccia a nessuno e nella bidonville della Pineta di Castelfusano la gente sembra piu' disperata degli altri, gente che sopravvive alla vita facendo i lavori piu' degradanti, umilianti, pur di portare qualcosa da mangiare a casa, pardon, nella baracca. E la nostra societa', i nostri amministratori cosa dicono al riguardo, come si pongono di fronte a questa piaga che sta montando nel nostro paese, e soprattutto nel nostro quartiere. E chiediamo a loro quante altre disgrazie di questa portata devono ancora accadere prima che ci si ponga rimedio, prima che venga sanata questa anomalia tutta Italiana. Lo sanno perfettamente il sindaco Alemanno e il minisindaco del XIII Municipio signor Vizzani che l'ennesimo tentativo di sgombero della Pineta di Castelfusano, se non accompagnato da una severa e stretta sorveglianza dell'intera area 24su24 (crediamo che a poco siano servite le pattuglie dei soldati se la Pineta e' nuovamente e drammaticamente affollata di clandestini), sara' solo una perdita di tempo e di denaro pubblico, perche' la disperazione di quella gente sara' sempre piu' forte dei pannicelli caldi dei nostri amministratori che non hanno pensato ad alcun piano alternativo per costoro. Non un impegno per integrarli, per dargli una degna sistemazione, seppure temporanea, per dargli qualche motivo di speranza, nessuna assistenza almeno per l'inverno (chi non ricorda i tendoni della protezione civile montati in fondo a Via Americo Vespucci qualche anno addietro per fornire un letto ed un piatto caldo ai disperati). Nulla, per loro ci sono solo le baracche delle quali ci ricordiamo solo quando qualcuna di queste va a fuoco portandosi dietro qualche povero cristo che si era illuso di venire in Italia con la speranza di sistemarsi per sempre. Purtroppo, nei fatti, l'unica risposta a cui finora abbiamo assistito, nonostante le promesse e gli impegni presi dai politici nostrani in campagna elettorale durante la quale ci hanno fatto una testa cosi' sul problema della sicurezza che andava risolta a tutti i costi, e' la caccia grossa alle puttane, ai vucumpra e ai quei poveri disperati, portati via con le camionette e una volta registrati come clandestini, come indesiderabili, sono stati liberati con un foglio di via per fare poi ritorno allo stesso punto in cui erano stati prelevati, chi a battere, chi a vendere roba contraffatta, chi nella propria bidonville a rioccupare la stessa identica baracca nella medesima bidonville della Pineta di Castelfusano, a Roma, in Italia.
Si dice, in maniera retorica, che durante le feste bisognerebbe essere tutti un po' piu' buoni. Ebbene, noi auspichiamo semplicemente che i nostri amministratori riescano a dimostrare un po' di buon senso e di umanita', dando risposte certe a chi ha creduto che venendo in Italia sarebbe stato trattato con pari dignita' e nient'altro.
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