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Dovremmo vergognarci tutti.


Si parla di poverta', ci si riempie la bocca, si fanno buoni propositi, ma poi si gira la faccia dalla parte opposta. Mancanza di responsabilita', paura di fare la scelta sbagliata, paura di ritorsioni politiche e intanto ci sono persone che vivono ai margini della societa' girano per le strade ubriachi, sudici, dormono sulle panchine e magari ci fanno pure schifo.


Siamo noi che viviamo sul confine, in equilibrio tra la pieta' cristiana e il disgusto per chi offende la decenza, siamo noi che aspettiamo sempre che il problema sia risolto dagli altri, c'e' sempre qualcuno che ha una responsabilita' maggiore della nostra.

Quando si arriva ad avere quadri di questo tipo significa che tutto e' andato a farsi friggere; significa che non ci sono servizi sociali adeguati da una parte e servizi di polizia urbana coraggiosa dall'altra. Significa che facciamo poco per i cittadini, e ancora meno per i poveri.


La mia liberta' finisce dove inizia quella degli altri, ma se a calpestare la mia liberta' e' un povero indifeso dimenticato da chi gli dovrebbe offrire il minimo della doverosa dignita' umana allora mi domando veramente : Chi e' la vittima?


Si puo’ lottare contro l’emarginazione realizzando progetti e servizi mirati a queste persone in difficoltà, prevenendone le forme di disagio.

Affianchiamoci anche noi, singoli cittadini, in modo organico agli Enti pubblici (cooperative, consorzi, collaboratori, volontari, etc.) che garantiscano il diritto di vivere dignitosamente, contribuiamo ad estendere quest’opportunità insegnandolo anche ai giovani, prendiamo noi stessi esempio e mettiamolo in pratica.

Noi persone di buona volonta' ci auguriamo che le istituzioni facciano le istituzioni, offrendo decorosa sistemazione e restituendo dignita' a queste persone poi si bonificano le aree azzerando il degrado riconsegnando la liberta' agli altri cittadini.


Ricordiamoci che anche la solidarietà puo’ essere una risposta definitiva contro l’emarginazione!


24/09/08


Ostia che cammina.