Questo é il titolo di un articolo apparso sulla cronaca di Roma di Repubblica lunedì 4 ottobre 2010.
Condividiamo i contenuti dell'allarme fatto scattare dai cittadini lidensi, ma noi aggiungiamo che non solo il lungomare è vittima di tale degrado.
Se andiamo a dare un...o sguardo nei parchi, nei giardini, sui marciapiedi e nelle strade del nostro quartiere ci accorgiamo che i rifiuti sono presenti ovunque, il degrado regna ad Ostia.
Orbene, detta questa ovvia, quanto drammatica, verità cosa bisogna fare?
La prima cosa che ci viene da valutare é la seguente: perché non prendere di parola quanto dichiarato dal sig. Ruggero Barbadoro, presidente della Federazione Italiana Balneari, che avrebbe dichiarato alla giornalista di Repubblica quanto segue: “I marciapiedi e le aree verdi sono abbandonate a loro stesse. L'attuale manutenzione non è sufficiente. Più volte abbiamo chiesto alle amministrazioni di trovare un accordo per potercene occupare noi in prima persona o comunque, di trovare una soluzione definitiva perché in questo modo diamo una pessima immagine non solo del litorale ma anche di Roma ed é il turismo a rimetterci. Non solo i residenti”.
Questo avrebbe affermato il Sig. Barbadoro a Repubblica.
E noi diciamo: perché no! Del resto, se andiamo a quantificare il ritorno di benefici per il nostro quartiere, a seguito dell'invasione dei cosiddetti turisti estivi, ci accorgiamo che per i comuni cittadini che abitano ad Ostia non ce ne sono perché i lauti guadagni vanno tutti a favore dei pochi eletti, cioè dei balneari.
A noi, purtroppo, non ci resta che digerire, malamente, disagi enormi che iniziano con l'isolamento della città a causa dell'enorme traffico verso il mare; il barbaro assalto delle auto di persone incivili che parcheggiano in maniera selvaggia (favorendo sacche di malavita sempre più agguerrita), nei nostri parchi, nei giardini, sui marciapiedi, davanti gli scivoli dedicati ai disabili e via discorrendo, il tutto, apparentemente, in assenza di una seria politica di contrasto da parte di questa amministrazione che vada a debellare questo malcostume.
Quindi, ritornando all'offerta dei balneari, stando bene attenti che tale loro proposito non nasconda ben altri intendimenti o altre richieste di benefici, perché non accogliere finalmente questa loro disponibilità a mantenere pulite le strade, i marciapiedi, i giardini del lungomare, in modo che quei pochi, sparuti, operatori ecologici dell'Ama vengano destinati a pulire l'interno del quartiere.
Che ne dite di questa provocazione, fateci sapere cosa ne pensate!