Erosione della costa sabbiosa.
( Chi ringraziare?)
La
costa della zona dell'Idroscalo di Ostia Lido è il punto di incontro
tra fiume Tevere e mare. Il fiume, fin dalla notte dei tempi, ha
portato detriti e sabbia portando la costa dalle ultime colline di
origine vulcanica di Vitinia fino ad Ostia.
Il
mare ed i venti hanno distribuito la sabbia sulla costa.
Sulla
costa sabbiosa emersa il vento ha formato cumuli di sabbia paralleli
al mare (alla linea di costa) colonizzati da piante dunali, le cui
radici hanno creato intricati reticoli che hanno consolidato la
fantastica “duna mediterranea vivente”.
Sott’acqua
le correnti hanno formato banchi di sabbia, a volte emergenti,
chiamati “secche” colonizzati e tenuti stabili (stabilizzati)
insieme ai fondali, dalle radici della pianta marina Posidonia
oceanica, non un alga ma una pianta evoluta ex terrestre, ritornata e
riadattatasi al mare in era preistorica.
Le
sue foglie strappate, sfilacciate e appallottolate dal moto ondoso
assumono l‘aspetto del frutto del kiwi e si possono incontrare
sulla spiaggia dopo le mareggiate.
Una
“specie chiave”, essenziale alla vita marina mediterranea, come
“ecosistema Posidonia”, presente in praterie solo nel Mediterrano
e, in una specie simile, in Australia.
L'esistenza
delle dune ha fatto da riserva e da barriera, salvando la costa dalla
forza delle mareggiate e dall'erosione e l'entroterra dai venti
marini.
Man
mano la zona tra le “secche” marine e la spiaggia si riempiva
creando linee di costa sempre più avanzata.
L'uomo
si è affacciato sul territorio, cercando timidamente di convivere
con esso senza turbarlo.
La
scena era da Paradiso Terrestre. Coste a barriere di dune a macchia
mediterranea progressivamente crescenti.
Tra
dune costiere e dune più interne laghetti e lingue di acqua salata,
salmastra e poi dolce. Pesce in quantità, uccelli costieri,
acquatici vari.
Un
paradiso per l'uomo raccoglitore, pescatore o cacciatore.
Fino
a circa un secolo fa la costa era rimasta pressoché intatta. Poi
l'uomo dominatore ha tolto la sabbia dal fiume, ha cementificato le
sponde dei corsi d'acqua, ha costruito dighe che trattengono e porti
che richiamano, trattengono e inquinano detriti e sabbia destinati
alla vita delle nostre coste, ha raschiato i fondali marini
strappando la Posidonia, ha eliminato le dune di sabbia per costruire
case prestigiose su un gran lungomare “spianato a tappeto”.
L'uomo
dominatore della natura ha letteralmente steso a terra le coste
mettendovi i piedi sopra come un cacciatore posa da trionfatore sopra
la fiera sconfitta. Infine ha alzato muri per non fare neanche vedere
la spiaggia a chi non paga.
Il
mare si è da allora ripreso il suo “territorio” distruggendo
tutto ciò che l'uomo costruiva. E' il risultato di una profonda
ignoranza e arroganza.
Ora
l'uomo dominatore crede di compensare la mancanza di sabbia sulla
costa con le scogliere artificiali e con il periodico e costoso
“ripascimento”, pagato puntualmente da tutti noi.
La
sabbia o addirittura terra di cava che è stata riversata sulla costa
ha soffocato e fatto morire tutte le forme di vita su cui si è
posata (effetto Pompei) e le scogliere hanno prolungato l'erosione
per chilometri.
E'
DANNO AMBIENTALE togliere la sabbia dal fiume, togliere la Posidonia
dal mare e le dune dalla costa.
La
nostra costa è stata formata dall'interazione tra fiume, mare,
vento, flora, fauna e tutti gli elementi dell'ecosistema costa
sabbiosa.
L'attuale
costa alterata è il risultato dell'interazione negativa tra l'uomo
"dominatore" e l'ecosistema costa sabbiosa.
Americo
Mancinelli - Laboratorio ricerca sui territori
20/6/2009