Nel nostro quartiere, come nella nostra città sono ancora
presenti moltissime "barriere architettoniche", nonostante le
leggi che ne impongono l'eliminazione. È necessario, perciò,
insistere nell'informazione e nella sensibilizzazione, affinché
venga ridotta la vera barriera: quella psicologica, che emargina la
vita sociale, civile e lavorativa dei soggetti disabili.
In
questa occasione sentiamo l'esigenza di ribadire che al di
là o al di qua degli schieramenti, a prescindere dalle
responsabilità e dalle figure che ognuno di noi riveste, dobbiamo
impegnarci con tutte nostre risorse per il
superamento dei vincoli che impediscono la piena vivibilità
degli spazi urbani e riaffermare con la forza dell'intelligenza uno slogan che recita:
normale è la
diversità.
Solo considerandoci ognuno
diverso dall'altro ma obbligati a vivere in questa complessa
società, scopriremo il valore delle nostre diversità,
cose indispensabili e preziose per il raggiungimento del fine ultimo
del bene comune.
Definendo Ruoli, Competenze e
Responsabilità, sarà possibile non solo abbattere
l'odiosa presenza delle barriere architettoniche nelle nostre
strade, ma soprattutto non realizzarne di nuove e promuovere una
politica urbanistica che sappia tener conto dei bisogni diversi dei
cittadini che vivono ed abitano la nostra città sempre più
proiettata verso il futuro, un futuro che dovrà, senza
eccezione, garantire a tutti pari opportunità e
diritti di cittadinanza.
Tener conto del problema in fase di
progettazione non comporta quasi mai costi aggiuntivi rispetto alla
realizzazione di strutture con barriere.
L'intervento
successivo, quello per la loro eliminazione, implica, invece, costi
aggiuntivi e risultati spesso insoddisfacenti.