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INQUINAMENTO ACUSTICO : LE DISCOTECHE ESTIVE AD OSTIA


L’inquinamento acustico rappresenta un’importante problematica ambientale, in particolare nelle aree urbane, ed anche se a lungo sottovalutata rispetto ad atri tipi di inquinamento, ormai emergono sempre più reazioni da parte della popolazione esposta, che considera il rumore come una delle cause del peggioramento della qualità della vita.

E’ il caso ad Ostia dell’inquinamento da traffico veicolare come nel caso dei residenti che vivono in prossimità del cavalcavia Attico Tabacchi, di coloro che vivono nei pressi della linea ferroviaria (vedi le altre pagine) e dei cittadini che subiscono da anni i rumori delle decine di discoteche presenti sulle spiagge.

Si occupano di inquinamento acustico la legge 447/95 ed il CPCM del 14/11/97 che stabilisce i compiti dei Comuni nella zonalizzazione acustica del tessuto urbano sulla base dei criteri definiti dalla regione (Lazio L.R. 18/2001).

Il controllo sull’emissioni acustiche è demandato all’Arpa Regionale


I compiti dell’A.R.P.A. Lazio sono dettagliati nell’art. 3 della L.R. 45/98. Quelli di maggior rilievo sono la vigilanza, il controllo, l’accertamento tecnico attraverso sopralluoghi, ispezioni, campionamenti, misure, analisi di laboratorio, acquisizioni di documentazioni ed altre forme, anche su segnalazione di altri enti ed istituzioni, cittadini singoli ed associati.


Discoteche all’aperto ad Ostia nel periodo estivo


Comitati di quartiere, associazioni e cittadini ogni anno chiedono interventi decisi e definitivi per limitare il disagio, ma al di la di tante promesse la situazione nel tempo è rimasta immutata, nessuno contesta il diritto al divertimento ma questo deve conciliarsi con l’altrettanto legittimo diritto al riposo notturno dei residenti in particolare di coloro che vivono in prossimità del lungomare.

Perché tutte le iniziative hanno sempre fallito e non hanno prodotto i risultati sperati ?

sono praticamente inesistenti in quanto sono previsti 5 passaggi burocratici dal momento del rilevamento, dall’Arpa, si passa dalla polizia

municipale, al Municipio, al IV dipartimento ed all’assessorato all’ambiente, e così al completamento dell’iter burocratico la stagione estiva è terminata e la contestazione decade.

Anche in caso di denuncia la sanzione è ridicola, una discoteca denunciata dal campeggio internazionale di Castelfusano è stata condannata ad un’ammenda di 300 euro !


COSA OCCORRE FARE ?

  1. Ogni discoteca va dotata di una “scatola nera” con fonometro e deve essere collegata con la centrale della polizia municipale dove un tecnico dell’Arpa rileverà lo sforamento dei limiti consentiti in tempo reale.

  2. Va modificata la normativa regionale e di conseguenza quella comunale,in modo che siano semplificate le procedure delle contestazioni e rafforzate le sanzioni.

  3. I gestori vanno coinvolti nella partecipazione ai costi per la riorganizzazione tecnica del settore.